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22 settembre 2026 - Approfondimenti

PPWR ed etichette: cosa significa oggi per chi progetta un packaging

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Aggiornato a settembre 2026

Dal 12 agosto 2026 il PPWR, il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, si applica in tutta l’Unione Europea.

Il tema riguarda da vicino moltissime aziende, perché coinvolge progressivamente il modo in cui gli imballaggi vengono progettati, realizzati e gestiti durante il loro ciclo di vita.

L’obiettivo europeo è ridurre i rifiuti da imballaggio, favorire la riciclabilità e il riutilizzo e utilizzare le risorse in modo più efficiente. Il cambiamento avverrà per fasi. Alcune disposizioni sono già applicabili, mentre altre entreranno in gioco nei prossimi anni, con tappe importanti previste nel 2028 e nel 2030.

Per chi sta progettando oggi una nuova confezione, quindi, la domanda più utile è molto concreta: cosa cambia davvero nelle scelte che riguardano packaging ed etichetta?

In breve: cosa sapere oggi

  • Il PPWR si applica nell’Unione Europea dal 12 agosto 2026, ma le nuove misure entrano in vigore secondo scadenze diverse.
  • Anche etichette, adesivi, inchiostri, rivestimenti e altri componenti entreranno nella futura valutazione della riciclabilità del packaging.
  • Nei prossimi anni arriverà un sistema europeo comune per comunicare i materiali che compongono l’imballaggio e aiutare il consumatore nella corretta raccolta differenziata.
  • Dal 2030 diventeranno centrali i nuovi criteri europei di progettazione per il riciclo e, per alcune tipologie di packaging, ulteriori requisiti sul contenuto riciclato.

Cosa cambia davvero oggi con il PPWR?

La prima cosa utile da chiarire è che il 12 agosto non ha fatto scattare contemporaneamente tutti gli obblighi previsti dal Regolamento. Il PPWR è ora applicabile, mentre una parte importante delle novità seguirà le scadenze stabilite per i prossimi anni.

Ci sono però aspetti che interessano già concretamente le aziende. Il Regolamento attribuisce precise responsabilità a chi produce un imballaggio o lo fa progettare o realizzare con il proprio nome o marchio. A seconda del ruolo ricoperto nella filiera, diventa necessario poter dimostrare il rispetto dei requisiti applicabili e disporre delle informazioni tecniche necessarie sui materiali e sui componenti utilizzati.

Tradotto in termini molto semplici, sapere esattamente com’è fatto il proprio packaging acquista ancora più importanza. Conoscere materiali, componenti e relative caratteristiche permette di affrontare con maggiore consapevolezza sia gli obblighi già applicabili sia quelli che arriveranno successivamente.

Un esempio concreto riguarda gli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti: dal 12 agosto sono operative specifiche restrizioni sulla presenza di PFAS oltre i limiti stabiliti dal Regolamento. Per molte aziende, quindi, il primo effetto del PPWR non sarà necessariamente visibile sulla confezione. Sarà piuttosto una maggiore attenzione a ciò che quella confezione contiene dal punto di vista dei materiali e delle informazioni che la accompagnano.

Il PPWR riguarda anche le etichette?

Sì. Etichette e adesivi rientrano tra gli elementi che verranno considerati nella valutazione della riciclabilità dell’imballaggio. È un passaggio importante perché il contenitore non viene valutato ignorando ciò che gli viene applicato sopra.

Nei criteri europei di progettazione per il riciclo dovranno essere considerati i diversi componenti del packaging e la loro capacità di essere separati, selezionati e riciclati senza compromettere la qualità della materia recuperata.

Anche le caratteristiche delle etichette possono quindi avere un ruolo. Se ricopre una parte molto ampia del contenitore, in alcuni sistemi di selezione può rendere più difficile riconoscere correttamente il materiale principale dell’imballaggio.

Il materiale con cui è realizzata e l’adesivo utilizzato possono inoltre influire sui processi successivi e sulla qualità della materia recuperata. Questo non significa che un’etichetta “grande” rappresenti automaticamente un problema. Il risultato dipende dalla tipologia di imballaggio, dai materiali coinvolti e dal processo di riciclo.

Proprio per questo la Commissione dovrà definire criteri tecnici specifici per le diverse categorie di packaging entro il 2028. Per chi sviluppa e progetta oggi una nuova confezione emerge però già una considerazione utile: contenitore ed etichetta fanno parte dello stesso sistema anche quando si ragiona sul fine vita del packaging.

Materiali, adesivi e finiture entrano sempre di più nel progetto

Il PPWR offre già alcune indicazioni sugli aspetti che potranno incidere sulla futura valutazione della riciclabilità. Insieme a etichette e adesivi compaiono, tra gli altri, la composizione dei materiali, i rivestimenti, i colori, gli inchiostri e le vernici.

La ragione è abbastanza intuitiva: durante il riciclo non conta soltanto il materiale principale del contenitore. Conta anche ciò che deve essere separato da quel tipo di materiale e ciò che può rimanere al suo interno durante le diverse fasi del processo.

Per il mondo delle etichette questo apre un tema interessante. Carte, film, adesivi, inchiostri e lavorazioni vengono scelti per ottenere determinate prestazioni e un determinato risultato visivo.

Nei prossimi anni sarà sempre più utile conoscere anche il loro comportamento all’interno del sistema di riciclo previsto per quella specifica tipologia di packaging. Questo non equivale a dire che il PPWR vieti stampa a caldo, rilievi, vernici, texture o altre nobilitazioni.

Il Regolamento non introduce un divieto generale delle lavorazioni premium, e sarebbe sbagliato concludere che le etichette dovranno diventare necessariamente più semplici. Materiali e finiture continueranno a costruire identità, riconoscibilità e qualità percepita. Una stampa a caldo può valorizzare il naming, un rilievo può aggiungere una componente tattile, una vernice può creare un contrasto preciso e una carta particolare può diventare parte integrante dell’identità del prodotto. Quello che cambia è il numero di aspetti che vale la pena conoscere quando si sceglie una soluzione.

Accanto alla resa estetica e alle prestazioni entrano sempre più chiaramente anche composizione dei materiali e relazione con il resto dell’imballaggio.

Le informazioni ambientali sul packaging cambieranno nei prossimi anni

Una delle domande più immediate è se le aziende debbano già modificare le proprie etichette per adeguarsi al PPWR.

L’applicazione del Regolamento dal 12 agosto 2026 non comporta automaticamente il rifacimento di tutte le etichette già in uso.

Uno dei cambiamenti più visibili riguarderà, nei prossimi anni, proprio il modo in cui vengono comunicate le informazioni ambientali sull’imballaggio. Il PPWR prevede infatti un sistema comune a livello europeo, basato su pittogrammi, che dovrà indicare i materiali che compongono il packaging e aiutare il consumatore a riconoscerli e a conferirli correttamente.

L’obiettivo è rendere queste informazioni più uniformi nei diversi Paesi dell’Unione Europea, superando progressivamente le differenze tra i sistemi nazionali.

Gli stessi riferimenti visivi saranno utilizzati anche sui contenitori destinati alla raccolta dei rifiuti di imballaggio, così da rendere più immediato il collegamento tra il simbolo presente sulla confezione e il contenitore corretto nel quale conferirla.

L’obbligo è previsto dal 12 agosto 2028 oppure 24 mesi dopo l’entrata in vigore dei relativi atti di esecuzione, se questa data sarà successiva.

Per le aziende ci sarà quindi il tempo di prepararsi all’adeguamento sulla base delle indicazioni ufficiali che definiranno nel dettaglio pittogrammi, caratteristiche grafiche e modalità di utilizzo. Chi sta progettando oggi un nuovo layout può quindi tenere presente che questo elemento cambierà nei prossimi anni, senza dover cercare di anticipare simboli o indicazioni che verranno definiti ufficialmente a livello europeo.

Il 2030 conta già per i packaging che nascono oggi

Il 2030 è una delle date che ricorrono più spesso quando si parla di PPWR perché da quella fase entreranno in gioco alcuni dei cambiamenti più rilevanti. Gli imballaggi dovranno rispettare i nuovi criteri europei di progettazione per il riciclo. In pratica, non conterà soltanto il materiale utilizzato, ma anche il modo in cui l’imballaggio è stato progettato e la sua compatibilità con i processi di raccolta, selezione e riciclo previsti per quella tipologia di packaging.

La riciclabilità verrà inoltre valutata attraverso specifiche classi di prestazione. Per alcune tipologie di packaging in plastica entreranno in applicazione percentuali minime di materiale riciclato, secondo le tempistiche previste dal Regolamento.

Perché dovrebbe interessare oggi a un’azienda che sta lanciando un prodotto? Perché quattro anni, nella vita di un packaging, possono essere pochi. Una bottiglia, una linea cosmetica o un prodotto gourmet progettati nel 2026 potrebbero utilizzare ancora lo stesso packaging nel 2030. Grafica, materiali e lavorazioni rappresentano inoltre investimenti pensati spesso per accompagnare una linea per diversi anni.

Questo non significa cercare oggi di indovinare criteri tecnici che devono ancora essere definiti. Significa semplicemente evitare di considerare il PPWR come qualcosa che riguarderà soltanto i progetti futuri. Quando nasce un nuovo packaging destinato a durare, conoscere bene materiali e componenti utilizzati rende più semplice valutare eventuali adeguamenti quando i criteri europei saranno definitivi.

Dal 2035 si farà un passo ulteriore: non conterà soltanto che un imballaggio sia progettato per essere riciclabile, ma anche che quella tipologia di packaging venga effettivamente raccolta, selezionata e riciclata in quantità significative.

Cosa conviene fare oggi, nella pratica?

Per un’azienda che sta sviluppando un nuovo packaging, il PPWR non richiede di trasformare ogni progetto in uno studio della normativa. Ci sono però alcune attenzioni molto concrete che possono rendere più semplice affrontare ciò che arriverà. La prima è sapere con precisione quali materiali compongono contenitore, etichetta e altri elementi dell’imballaggio. La seconda è chiedere ai propri fornitori le informazioni tecniche disponibili, soprattutto quando vengono scelti nuovi supporti o nuove soluzioni.

Diventa utile anche considerare insieme contenitore, etichetta e adesivo quando si ragiona sulla futura riciclabilità, seguendo nel tempo i criteri europei che verranno definiti per le diverse categorie di imballaggio. Sul fronte delle informazioni ambientali riportate sul packaging, nei prossimi anni arriverà invece un sistema comune a livello europeo. Il PPWR prevede infatti l’introduzione di pittogrammi armonizzati per indicare i materiali che compongono l’imballaggio e aiutare il consumatore a conferirli correttamente.

Le aziende potranno quindi adeguare i propri layout quando saranno disponibili le specifiche definitive su simboli e modalità di utilizzo. Lo stesso vale per materiali e nobilitazioni: prima di escludere una soluzione perché ritenuta poco compatibile con il PPWR, oppure presentarla come sicuramente conforme alle regole future, è più corretto verificare le informazioni disponibili e seguire l’evoluzione dei criteri tecnici previsti per quella tipologia di packaging.

Questo approccio permette di evitare due rischi opposti: ignorare completamente il cambiamento oppure prendere oggi decisioni basate su requisiti che devono ancora essere definiti.

Il ruolo dell’etichettificio cambia?

Per chi produce etichette, il PPWR rende ancora più importante la conoscenza dei materiali utilizzati e il dialogo lungo la filiera. Un’azienda che sta sviluppando un nuovo prodotto avrà sempre più interesse a conoscere il supporto scelto, l’adesivo, gli inchiostri e le eventuali lavorazioni, insieme alle informazioni tecniche disponibili su questi elementi. È qui che il ruolo di un etichettificio può andare oltre la semplice realizzazione di una grafica già definita.

Per ILMA Etichette, seguire l’evoluzione del PPWR significa continuare ad approfondire materiali, tecnologie e lavorazioni per poterle valutare all’interno del packaging nel quale verranno utilizzate. L’obiettivo resta quello di trovare soluzioni capaci di valorizzare il prodotto attraverso qualità di stampa, materia e dettaglio, aggiungendo una conoscenza sempre più precisa delle caratteristiche tecniche che accompagneranno le nuove esigenze del settore.

Il quadro continuerà a evolvere e molti aspetti diventeranno più definiti nei prossimi anni. Per chi progetta oggi, però, c’è già un principio utile da portare nel lavoro quotidiano: conoscere bene ciò che compone il proprio packaging permette di prendere decisioni migliori oggi e di affrontare con più facilità i cambiamenti di domani.

Fonti ufficiali

Per questo approfondimento abbiamo utilizzato come riferimento principale il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, disponibile su EUR-Lex, e le informazioni pubblicate dalla Commissione Europea – Direzione Generale Ambiente.

L’11 agosto 2026 la Commissione Europea ha pubblicato un aggiornamento dedicato all’applicazione delle nuove regole europee sugli imballaggi. Il 3 agosto 2026 ha inoltre pubblicato le FAQ aggiornate sul PPWR, che raccolgono chiarimenti destinati ad aziende, autorità e altri operatori coinvolti nell’applicazione del Regolamento.

Per gli aspetti pratici relativi alla progettazione degli imballaggi e all’evoluzione dei criteri di riciclabilità sono stati consultati anche gli approfondimenti pubblicati da CONAI sul PPWR.

Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza normativa. Il PPWR prevede diverse scadenze e ulteriori atti di attuazione; per verificare gli obblighi applicabili a una specifica azienda, prodotto o imballaggio è necessario fare riferimento alle fonti istituzionali aggiornate.

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